Con la Legge di Bilancio 2026 l’Italia ha sostituito i crediti d’imposta dei Piani Transizione 4.0 e 5.0 con un nuovo strumento, l’Iperammortamento 2026: non più un bonus compensabile in F24, ma una maggiorazione del costo fiscale dei beni strumentali nuovi, che si traduce in una deduzione più ampia in dichiarazione dei redditi. Per gli operatori della distribuzione automatica significa poter dedurre, ai soli fini fiscali, un valore superiore a quello realmente speso per distributori, sistemi di pagamento e impianti avanzati, a condizione che i beni rientrino nel perimetro tecnologico definito dalla norma.
Il cuore del cambiamento è nel meccanismo. Mentre il credito d’imposta si traduceva in un bonus economico utilizzabile in compensazione, l’iperammortamento agisce come una super-deduzione: l’impresa iscrive a bilancio il bene al suo valore reale di acquisto, ma quando calcola le imposte ha il diritto di aumentare il costo in base alla percentuale prevista dall’incentivo, riducendo così la base imponibile IRES o IRPEF. Il vantaggio non è quindi un credito liquido immediato, bensì un risparmio fiscale distribuito lungo gli anni di ammortamento del bene. Ne deriva una conseguenza operativa importante: il beneficio è reale solo se l’azienda ha effettivamente utili da tassare.
Sul piano dei numeri, la maggiorazione segue uno schema a scaglioni decrescenti, applicato per singola annualità: +180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro; +100% per la quota eccedente i 2,5 milioni e fino a 10 milioni; +50% per la quota eccedente i 10 milioni e fino a 20 milioni. Considerando un’IRES al 24%, il beneficio fiscale può arrivare fino al 43,2% sul primo scaglione, scendendo poi a circa il 24% e il 12% sugli scaglioni successivi: un’impostazione che, di fatto, premia le PMI con investimenti di taglia media. Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, e ai fini dell’accesso rileva la data di consegna del bene. A partire dalle ore 12.00 di venerdì 12 giugno 2026 è operativa, sul portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), la piattaforma per la prenotazione delle agevolazioni.
Un punto merita attenzione, soprattutto per chi pianificava progetti di doppia transizione. Nella versione originaria del provvedimento era prevista una maggiorazione potenziata per gli investimenti in efficientamento energetico, fino al 220%, eliminata però durante l’iter parlamentare. Le aliquote rafforzate legate al risparmio energetico certificato non sono quindi più previste dal testo definitivo: per l’efficienza energetica resta come alternativa la Transizione 5.0 basata sul credito d’imposta (dal 35% al 45%), ma con una procedura più complessa.
Veniamo all’ambito applicativo. La misura sostiene i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, individuati negli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 secondo il modello Industria 4.0, oltre agli investimenti in autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. Per il settore della distribuzione automatica questo perimetro è particolarmente rilevante: rientrano nella logica 4.0 i distributori automatici interconnessi e dotati di telemetria, i sistemi di monitoraggio e gestione da remoto del parco macchine, le tecnologie di pagamento evolute e i software gestionali integrati, purché rispettino i requisiti tecnici di interconnessione e integrazione richiesti dalla norma.
A questo si aggiunge il secondo binario dell’incentivo: gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, una voce che può interessare gli operatori sul fronte della sostenibilità delle sedi operative. Va segnalato, inoltre, che per i beni degli allegati IV e V le fonti più recenti indicano il superamento del requisito di acquisto di tecnologie made in EU presente nelle prime bozze: un dettaglio che conviene comunque verificare sul testo definitivo dei decreti prima di pianificare gli acquisti.
Come accedere: la piattaforma GSE
Sul piano operativo, le imprese interessate devono presentare le comunicazioni preventive accedendo all’Area Clienti del GSE tramite SPID e seguendo il percorso Servizi > Transizione 4.0 e Nuovo Piano Transizione 5.0, fino alla piattaforma dedicata NPTR5. Si tratta della prima fase di un processo articolato, accompagnato da specifici oneri documentali a carico dell’impresa.
Istruzioni operative, guida e modelli sono disponibili nella sezione dedicata del sito GSE.



















